Fra tutti gli strumenti della considerevole collezione di David Gilmour, la Black Strat ha un posto davvero speciale.
Utilizzata innumerevoli volte sia in studio che dal vivo, la possiamo ascoltare in tutti gli album dei Pink Floyd dal 1970 al 1983 e in tutti e quattro gli album da solista di Gilmour.
È diventata subito la mia chitarra principale, quella che ho usato praticamente su tutto a meno che non ci fosse un motivo per volere un suono diverso.
David Gilmour
Un acquisto obbligato
La Black Strat cominciò a calcare le scene nel giugno del 1970.
In realtà, quella non è stata la prima Stratocaster nera di David Gilmour: poco più di un mese prima, ne aveva comprata un’altra molto simile, ma con la tastiera in palissandro.
Questa però, dopo uno spettacolo a New Orleans, venne rubata insieme al resto della strumentazione della band, determinando la fine anticipata del tour.
Così Gilmour, prima di tornare a casa a Londra, decise di fare tappa nella Music Row di Manhattan, il quartiere pieno di case discografiche, studi di registrazione e negozi di strumenti musicali.
In questo luogo magico e precisamente da Manny’s Music, lo storico megastore sulla 48a Ovest, David Gilmour comprò quella che sarebbe diventata la popolarissima Black Strat.

La prima apparizione della Black Strat
La Black Strat celebrò il suo debutto ufficiale dal vivo in occasione del leggendario Bath Festival of Blues and Progressive Music, intorno alle 3 del mattino di domenica 28 giugno 1970.
La rassegna si svolse nella cittadina di Shepton Mallet, nel Sommerset e in quell’occasione, i Pink Floyd si esibirono sul palco insieme a Led Zeppelin, Santana, Frank Zappa, ed altre band di fama mondiale.

David Gilmour si esibì con una Fender Stratocaster standard del 1969, con il body di colore black over sunburst, con palettone CBS-style, tastiera in acero a 21 tasti, battipenna e pick-up bianchi.

Le diverse modifiche di David Gilmour sulla della Black Strat nel corso degli anni
Da allora, Gilmour ha posseduto la Black Strat per quasi cinquant’anni, modificandola anche radicalmente per sperimentare sempre nuove soluzioni tecniche e creative.
Nel corso degli anni, ne ha cambiato diverse volte praticamente tutti gli elementi, tranne il body.
Infatti, ha sottoposto a revisione e aggiornamento battipenna, pickup, elettronica, hardware e manico per ottenere quella dinamica, tono e suonabilità che soddisfacessero le sue esigenze di musicista eclettico e sperimentatore.
Dalla manopola del volume con grip in gomma al micro-switch ponte/manico
Ottobre 1971 – la prima piccola modifica
In occasione delle riprese del film-concerto Live at Pompei, Gilmour sostituisce la manopola del volume originale con una di tipo Telecaster, argentata e dotata di grip in gomma.
Febbraio 1972 – cominciano sperimentazioni sull’elettronica
Poco prima del debutto della suite Eclipse, cominciano le sperimentazioni sull’elettronica.
Per prima cosa, sostituisce la presa jack con un’uscita XLR per cercare di eliminare il rumore del Fuzz Face; ma questa modifica non dà il risultato sperato e viene ripristinata dopo poco tempo.
Poi, installa un mini-switch accanto al selettore pickup da utilizzare come controllo master.

Giugno 1972 – il primo cambio di manico
Sempre nel 1972, durante le riprese di The Dark Side of the Moon, Gilmour sottopone la Black Strat al primo cambio di manico.
Infatti, ne installa uno con la tastiera in palissandro, prelevandolo dalla Stratocaster del ’63 che aveva usato durante il tour Atom Heart Mother del 1970.
Inoltre, sostituisce le meccaniche originali Fender con delle Kluson.
Autunno 1972 – il micro-switch ponte/manico
Nell’autunno dello stesso anno, con lo scopo di avere un sound simile a quello della Jazzmaster, Gilmour monta il famoso micro-switch che somma il pickup al manico alle altre combinazioni di pickup.
Sulla Jazzmaster c’è un suono che si ottiene mescolando il pickup al ponte e quello al manico. Ora, siccome sulla Stratocaster c’è il pickup centrale, questa combinazione non è prevista. Quindi, ho fatto un piccolo foro e ho inserito un mini-switch che dà questa possibilità. Questo è uno degli esperimenti che ho fatto in passato e utilizzo tuttora.
Alla ricerca dei pick-up con il suono perfetto
Prima metà del 1973 – l’humbucker Gibson PAF
Nel 1973, per un brevissimo periodo, sulla Black Strat appare un humbucker Gibson PAF, posizionato tra il pickup al ponte e quello centrale.
Questa modifica, che prevede la presenza di quattro pick-up, e richiede di scavare gran parte del body e modificare il battipenna.
Con questa configurazione, il micro-switch installato pochi mesi prima per sommare il pickup al manico alle altre combinazioni di pickup, semplicemente attiva e disattiva l’humbucker.

A Giugno dello stesso anno, Gilmour ritorna al set-up iniziale a tre single coil e rimuove il micro-switch.
1974 – il battipenna nero a strato singolo
La Black Strat viene vista con un battipenna bianco per l’ultima volta il 25 giugno del 1974, in occasione di un concerto a Parigi.
Per la data successiva (Hyde Park, Londra, 31 agosto 1974) Gilmour monta il battipenna nero a strato singolo ad undici viti, tuttora presente.
Primavera 1976 – il nuovo pickup DiMarzio FS-1
In occasione delle riprese di Animals, per avere un output maggiore al ponte, sostituisce il pickup di serie del 1971 con un DiMarzio FS-1, dotato di cover nera.
Gilmour utilizzerà questo DiMarzio FS-1 anche per il successivo tour di Animals (1977), il uso album di debutto da solista David Gilmour (1978) e le registrazioni di The Wall (1979).
Autunno 1978 – torna il micro-switch ponte/manico
Nell’autunno del 1978, re-installa il micro-switch che consente di sommare il pickup al manico con le altre combinazioni di pickup.
Così facendo, ripropone la modifica già fatta nel 1972, ma rimossa l’anno successivo, dopo l’esperimento mal riuscito dell’humbucker Gibson PAF.
Il nuovo interruttore micro-switch ponte/manico è ancora presente sulla Black Strat.
Gennaio-Settembre 1979 – il primo manico Charvel su commissione
Nel 1979, per le registrazioni di The Wall, rimuove il manico con la tastiera in palissandro del ’63.
Al suo posto, ne installa uno in acero occhiolinato, anch’esso a 21 tasti, realizzato su commissione dalla Grover Jackson/Charvel e personalizzato con una decal Fender STRATOCASTER.
Tardo autunno 1979 – il pickup Seymour Duncan SSL1C realizzato su misura per David Gimour e la Black Strat
Nell’ottobre del 1979, dopo aver terminato la registrazione di The Wall, Gilmour sostituisce il DiMarzio FS-1 al ponte con un Seymour Duncan SSL-1C.
L’SSL-1C è una versione migliorata e potenziata dell’SSL-1, progettato da Seymour Duncan secondo le indicazioni di Phil Taylor, il tecnico personale di David Gilmour.
Il Seymour Duncan SSL-1C, utilizzato per la prima volta nel tour The Wall del 1980, non è più stato rimosso dalla Black Strat.
Le ultime modifiche e l’abbandono (temporaneo)
1982 – quel tasto in più che farà la differenza
Nel 1982, per le incisioni di The Final Cut, Gilmour si accorge di aver bisogno di un semitono in più.
Per questo, cambia ancora una volta il manico, optando per un altro manico Charvel, anche questo brandizzato Fender e in acero occhiolinato, ma con ventidue tasti.
1983 – il controverso ponte Kahler
Nel 1983, Gilmour fa un esperimento che trasforma radicalmente la chitarra: sostituisce il ponte originale con un sistema Kahler Tremolo + bloccacorde.
Questa scelta comporta un intervento invasivo sul body della Black Strat che, per ospitare le maggiori dimensioni del nuovo ponte, viene scavato di diversi centimetri.

1984 – si accorcia la leva del tremolo
Nel 1984, David Gilmour apporta una delle modifiche destinate a diventare una delle caratteristiche distintive della Black Strat.
Infatti, da questo momento in poi, la chitarra monterà una leva del tremolo più corta (4.25 pollici, circa 11 cm), in quanto sembrava consentire un maggiore controllo del vibrato.
Un giorno, ho semplicemente preso un seghetto e ho tagliato via un pezzo della leva, rimettendo a posto il terminale in plastica. Questa modifica mi si addice, l’ho trovata molto utile ed ha contribuito a creare uno stile, credo.
1985 – David Gilmour fa l’ultima modifica all’elettronica della sua Black Strat
Nel 1985, la Black Strat va incontro all’ultima modifica alla sua elettronica, la sostituzione del selettore vintage-style a tre vie con uno a cinque posizioni.
1986 – La Black Strat si ritira dalle scene.
Nel 1986 David Gilmour comincia ad usare altre chitarre e dismette la Black Strat che, nell’agosto di quell’anno, viene esposta all’Hard Rock Cafe di Dallas.
Rimarrà in questo locale per oltre dieci anni.
La Black Strat ritorna sui palchi di tutto il mondo prima di andare definitivamente in pensione
Maggio 1997 – ritorno alle origini
Nel Maggio del 1997 David Gilmour rientra in possesso della Balck Strat e per prima cosa incarica il suo tecnico Charlie Chandler di ripristinare il ponte Fender originale.
Inoltre, dovendo rimuovere il bloccacorde , fa sostituire il manico Charvel a 22 tasti, peraltro in cattive condizioni per essere stato esposto al pubblico, senza alcuna protezione, per così tanto tempo.
Al suo posto fa installare un manico Fender ’57 reissue con tastiera in acero, stranamente sprovvisto della decal Original Contour Body.
2003 -2005 – alla ricerca del manico perfetto
Durante questo periodo, sembra che Gilmour abbia cambiato tre manici Fender ’57 Vintage reissue.
Installa il primo, sul quale è regolarmente presente la decal Original Contour Body, all’inizio del 2003 per un documentario della BBC su The Dark Side of The Moon
Un secondo manico Fender ’57 reissue con tastiera in acero compare sulla Black Strat durante l’esposizione monotematica Interstellar Exhibition dedicata ai Pink Floyd, che si tiene a Parigi tra la fine del 2003 e l’inizio del 2004.
Secondo alcuni, si tratta dello stesso manico montato nel 1997.
L’anno dopo, precisamente il 2 luglio 2005, in occasione concerto Live 8 nell’Hyde Park a Londra, la Black Strat fa il suo ritorno ufficiale su un palco.
Successivamente, per le registrazioni di On An Island, David Gilmour monta sulla Black Strat decide di cambiare nuovamente il manico, a causa dei tasti troppo bassi.
Installa un altro manico Fender ’57 Vintage reissue, rimuovendolo dalla stratocaster color crema usata nei tour di About Face (1984-85) e A Momentary Lapse of Reason (1987)
Questo è il manico attualmente presente sulla Black Strat.
2005-2106 – un set-up consolidato
Nel periodo 2005-2016 David Gilmour non apporta più modifiche alla Black Strat e continua ad usarla dal vivo e in studio.

Intanto la Fender rilascia le chitarre David Gilmour Black Strat Replica e NOS.
Il progetto vede la stretta collaborazione tra Todd Krause (master bulilder di Fender Custom Shop), Phil Taylor (tecnico di lunga data di David Gilmour) e David Gilmour.
Settembre 2016 – David Gilmour porta per l’ultima volta la Black Strat su un palco
I 5 spettacoli tenuti tra il 23 e il 30 settembre 2016 alla Royal Albert Hall di Londra per al chiusura del tour di Rattle That Lock, segnano l’ultima esibizione di David Gilmour con la Black Strat.
20 giugno 2019 – La Black Strat viene venduta all’asta
Il 20 giugno 2019 David Gilmour, per raccogliere fondi a favore dell’associazione ambientalista ClientEarth, mette all’asta 126 chitarre della sua collezione privata.
Tra queste, la Black Strat è sicuramente il pezzo più ambito.
Se l’aggiudica l’imprenditore americano Jim Irsay, appassionato collezionista di memorabilia musicali, per la cifra record di 3.975.000 dollari.
Fonti:
Gilmourish.com – David Gilmour’s Black Strat
Fuzzfaced.net – The Black Strat, The White Strat and The David Gilmour Signature Stratocaster
Christies.com – The Black Strat – a Rock Icon
