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Le differenze tra overdrive, distorsore e fuzz
Le differenze tra overdrive, distorsore e fuzz riguardano le caratteristiche tecniche dei loro circuiti, il tipo di suono prodotto e il campo di applicazione.
Indice
La sottile differenza tra overdrive e distorsore
Quando si parla delle differenze tra overdrive, distorsore e fuzz, è molto facile fare confusione.
In particolare, i termini overdrive e distorsore hanno un significato abbastanza generico e sono spesso usati alternativamente.
Infatti, un overdrive alzato al massimo può assomigliare a una leggera distorsione, questo perché hanno caratteristiche costruttive simili.
Generalmente, la differenza tra questi due effetti sta nel tessuto sonoro: l’overdrive ha un suono pastoso e caldo, il distorsore invece è più freddo ma decisamente più grintoso.
Quindi, siccome si tratta di percezioni soggettive, distinguerli in maniera accademica può essere fuorviante.
Leggi anche: Come scegliere l’overdrive giusto (fra i 4 tipi attualmente in commercio)
Invece il circuito del fuzz è basato su una tecnologia diversa, e per questo produce una sonorità immediatamente identificabile.
Cosa hanno in comune overdrive, distorsore e fuzz
Anche se hanno utilizzi abbastanza diversi tra loro, questi pedali hanno un’origine comune, cioè sono tutti e tre effetti di guadagno.
Cioè, amplificano il segnale in ingresso, solitamente tramite un controllo chiamato GAIN, oppure DRIVE o anche DIST.
Questo aumento dell’input porta rapidamente il segnale verso una soglia oltre la quale il livello di uscita rimane costante.
Per fare questo, overdrive, distorsore e fuzz contengono o schiacciano i picchi del segnale che superano la soglia, ciascuno in modo diverso e con differenze anche notevoli.
L’overdrive: saturazione e dinamica di un amplificatore valvolare
Dal punto di vista del suono, l’overdrive riproduce l’effetto di saturazione che si ottiene alzando sempre più il gain di un amplificatore valvolare.
È utilizzato praticamente in tutti i generi musicali: pop, blues, rock, in ogni forma e contaminazione.
L’overdrive viene usato soprattutto per sporcare il suono ma anche per scaldare, colorare, ingrossare le parti di chitarra; oppure, come booster per saturare ulteriormente altri overdrive o distorsori.
Inoltre, nella maggior parte dei casi, è un pedale abbastanza dinamico, cioè è sensibile al tocco del chitarrista: più forte suona, più satura.
Tecnicamente parlando, l’overdrive produce il cosiddetto soft-clipping, cioè contiene il segnale in maniera morbida, arrotondando simmetricamente i picchi creati dall’aumento del gain.
Questo tipo di intervento genera armoniche più dolci, che rendono il suono più omogeneo all’ascolto.
Il distorsore: aggressività, corpo e sustain
Il distorsore produce sonorità più aggressive rispetto ad un normale overdrive, rendendo il tono più corposo e pesante.
Per questo, è utilizzato soprattutto nei generi musicali più duri: hard rock, heavy metal, djent, e in generale nelle parti in cui sono presenti power chord, riff o assoli.
Il distorsore trasforma radicalmente il timbro della chitarra in ingresso, rendendolo granuloso, pastoso oppure ruvido a seconda delle caratteristiche del pedale e di come viene regolato.
Applica una certa compressione, aggiungendo compattezza e sustain a prescindere dalla forza della plettrata.
Questo accade perché il distorsore genera il cosiddetto hard-clipping, cioè schiaccia il segnale in maniera dura, tagliando bruscamente i picchi creati dall’aumento del gain.
In questo modo, genera armoniche più aspre, che rendono il suono più tagliente rispetto ad un overdrive.
![Tutte le differenze tra overdrive, distorsore e fuzz [guitar-lab.it]](https://i0.wp.com/www.guitar-lab.it/wp-content/uploads/2023/01/hard-soft-clipping-guitar-lab.jpg?resize=800%2C400&ssl=1)
Il fuzz: sonorità acide dal gusto vintage
Il fuzz è l’effetto più antico dei tre, ed è nato grazie ad una scoperta casuale: il suono prodotto da un preamplificatore difettoso di un mixer da studio.
Ha caratterizzato il sound dei dischi dei Led Zeppelin, Rolling Stones, Jimi Hendrix e ancora oggi è utilizzato per produrre distorsioni acide, psichedeliche o con un gusto vintage.
In linea di principio, il fuzz amplifica notevolmente il segnale in ingresso, producendo sonorità particolarmente graffianti e stridenti, ricche di sovratoni e spesso scavate sulle medie.
Inoltre, aggiunge un notevole sustain, pur mantenendo una risposta dinamica molto sensibile all’intensità dell’esecuzione.
Come il distorsore, anche il fuzz induce il fenomeno dell’hard-clipping, ma schiaccia i picchi di segnale in maniera ancora più aggressiva, trasformando l’onda sinusoidale in ingresso in un’onda quadra.
Per questo, in uscita risulta un segnale quasi snaturato, nel quale le armoniche artificiali sovrastano il timbro originale.
